Cartier: storia di un mito

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“Noi nel frattempo riveleremo il nostro proposito più oscuro. Datemi quella mappa. Sappiate che il nostro regno noi lo abbiamo diviso in tre – ed è nostro fermo intento scrollare tutte le incombenze e le cure dai nostri vecchi anni per affidarle a forze più giovani, mentre noi, leggeri, strisciamo verso la morte.”
All’inizio del “King Lear” di Shakespeare il re, stanco e vecchio, decide di abdicare e dividere il regno tra le sue tre figlie. Alfred Cartier, gioielliere di re e re dei gioiellieri, fece altrettanto…

Gli albori di un impero

La storia inizia a Parigi nel 1847, quando Louis-Francois Cartier rilevò il laboratorio orafo in cui lavorava come apprendista e aprì la prima gioielleria Cartier in Rue Montorgueil. Dopo 30 anni gli successe il figlio Alfred. Inizialmente l’attività di Alfred e dei suoi tre figli si limitò alla vendita di gioielli prodotti da altri nel nuovo, storico negozio di Rue de la Paix. Per fare il salto di qualità che sognava , ricalcando le orme del padre che aveva disegnato ornamenti per i nobili francesi, Alfred mandò il figlio Pierre in Russia a fare apprendistato da Fabergé, storica casa orafa che produsse, tra le altre cose, le famose Uova, preziosissimi gioielli che divennero la passione degli zar di Russia.
Ispirato dal sogno di espandersi a livello internazionale, il lungimirante Alfred decise poi di dividere i tre figli, assegnando il negozio di Parigi a Louis e spedendo Jacques a Londra e Pierre a New York per aprire due nuovi atelier Cartier.

“Divide et impera”

I tre fratelli, divisi, dominarono, conquistando in breve tempo una clientela d’eccezione tra cui i Rockfellers, i Vanderbilts, i Fords, il re dell’Albania e quello del Siam che in un solo anno comprò bracciali Cartier per il valore di 450 mila dollari.
Con l’idea di produrre articoli che avessero funzioni pratiche Louis, che tra i tre fratelli spiccava per genialità artistica, iniziò a creare portasigarette, apriscatole, stuzzicadenti ed altri oggetti di uso comune in oro e pietre preziose. Sposò una contessa ungherese e disegnò il primo orologio da polso.

Il mito della Pantera

Nel 1914 il pittore George Barbier dipinse un acquerello da utilizzare come invito per una mostra di gioielli Cartier. La “Dame à la Panthère” raffigurava una donna con una pantera ed ebbe un tale successo da convincere Louis a utilizzare il disegno del felino, che venne per la prima volta raffigurato completamente su un beauty case di Jeanne Toussaint, un’affascinante prostituta d’alto bordo che fu l’amante e la musa di Louis e più tardi direttrice della maison, e che viene considerata la Coco Chanel dei gioielli. Nacque così il mito della Panthère, l’iconica pantera che ha ispirato alcune tra le più famose collezioni di Cartier

I Reali d’Inghilterra e la resistenza francese

Jacques nel frattempo produceva gioielli da favola per i reali inglesi, da Edoardo VII a Giorgio V e Giorgio VI. Durante la Seconda Guerra Mondiale la sede Cartier di Londra divenne punto d’incontro per gli attivisti del movimento di resistenza “France Libre”, fondato da Charles de Gaulle per combattere l’occupazione nazista. Jacques e il fratello Louis moriranno entrambi nel 1942, dieci anni prima dell’incoronazione della regina Elisabetta.

Pierre, da New York a Parigi

Dopo la morte dei fratelli Pierre, profondo conoscitore di gemme e appassionato d’arte, si ritrovò solo a capo dell’impero Cartier, che dirigerà per 22 anni dalla sede di Parigi.
Pierre, nei lunghi anni passati a New York, entrò nella leggenda per essere stato uno dei proprietari del famoso diamante Hope e per aver pagato una favolosa residenza sulla Fifth Avenue di New York con un doppio filo di perle del valore di un milione di dollari. Il palazzo venne poi trasformato nella celebre House of Cartier, che fu visitata da nobili e dignitari di tutto il mondo.
Pierre condusse egregiamente l’attività di famiglia fino alla morte, nel 1964.

Una leggenda dell’alta gioielleria mondiale

Impossibile fare un elenco di tutte le celebrità che hanno indossato e che ancora indossano gioielli Cartier. A partire dalle attrici americane Gloria Swanson, Grace Kelly, Audrey Hepburn e Liz Taylor, fino a Gianni Agnelli con il suo famoso orologio  indossato sul polsino, Carolina di Monaco e lady Diana. E poi, più recentemente, Kate Middleton, la regina di Spagna, la moglie del re di Giordania, Kate Moss… la leggenda della Pantera non finisce qui!


Articolo ripreso da Stonehenge.diamonds marchio di proprietà di Media IN s.r.l.

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